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Piccola silloge di Salvatore Arcidiacono
Salvatore Arcidiacono è nato a Messina del 1923. Laureato in giurisprudenza, già ufficiale di Marina e dirigente bancario, svolge attività di poeta e di critico.
Ha pubblicato nove raccolte di versi. Ha partecipato -riuscendo tra i segnalati o tra i finalisti- ai premi letterati Carducci, Viareggio e Ravenna mare.
Ha vinto i premi Campofranco (1980), Lucia (1982), Campoli Appennino (1985), Città di Fiumicino (1987). È incluso in numerose antologie italiane e straniere, nonché nel “Dizionario della letteratura italiana del Novecento”, Einaudi, Torino 1992.
Ha collaborato per trenta anni alla “Gazzetta del Sud” di Messina, per quindici anni a “L’Osservatore politico-letterario”, per dieci anni al “Il Meridiano”. Attualmente collabora alla “Gazzetta di Bolzano” e a “Le Muse”. Della sua poesia si sono occupati, tra gli altri: Giuseppe Longo, Angelo Mundula, Paolo Ruffilli, Gianfranco Rossi, Pasquale Maffeo, Maria Luisa Spaziani, Sirio Briggieri.
Il dono della memoria
Un dono è la memoria
serve a onorare i morti
di questo mondo infame
e a non dimenticare chi li ha uccisi.
La conoscenza
Mobile duna è la conoscenza
una ferita di malintesi.
Funesto cadere di sella
con la gamba impigliata nella staffa.
Ci resta il tonfo del volatile
e il non saper più nulla.
Le radici
È violenta la mano che rapina
è violento chi la carne incide
Ma non meno violenta è l’indifferenza
il Verbo ignorato
l’alloro frodato
e il silenzio sulla querela del saio.
Mi diran chi sono
Lustri su lustri lavorai da mulo
stampai libri di versi elzeviri
di critica e vidi la mia storia
trattata da un Dizionario di letteratura
titolatissimo.
Resto uno sconosciuto.
Ma il mio saggio Manzoni mi sorride:
“Gli uomini e gli anni mi diran chi sono”.
Ignoro dove tu sia
Ignoro dove tu sia
ma sopportiamo i medesimi affanni
Perché entrambi siamo orfani.
Un sorriso
Un sorriso tra due ignoti
è un atto eucaristico
Si offre per un ristoro
l’ostia del proprio cuore.
Salvatore Arcidiacono
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