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Renato Hagman vive e lavora a Brescia. Sommelier professionista, è membro dell’A.I.S. e socio fondatore dell’A.D.I.D. Poeta da lunga data, ha pubblicato in proprio due raccolte di poesie, di cui molte sono state pubblicate su giornali e riviste. La critica l’ha definito il “barman-poeta”. Nel 1997 ha vinto il premio di poesia “Fantasia e Armonia” al Castello Oldofredi di Iseo (Brescia) e, a seguire, molti sono stati i riconoscimenti ottenuti per alcune poesie, sia in dialetto bresciano che in italiano.
Al Mimur
Nessuno mai
saprà
che ho un
nome nel cuore,
il mio
segreto sarà
come il mio
amore.
Di me hai
già tutto
ma vuoi
qualcosa in più,
senza
pensare che per me ci sei solo tu;
anche tu
sei solo mia ma di nascosto
senza
ipocrisia, ma ognuno al proprio posto.
Non posso
declamare al mondo
il mio
amore per te,
non puoi e
non vuoi
gridarlo
con me.
Sei la mia
donna, sono il tuo uomo
scritto
nelle poesie,
fortuna
anche a letto
altrimenti
erano solo mie manie.
I nostri
incontri sono 7-8 volte al mese,
qualche
volta saltiamo anche le spese,
intendo che
consumiamo pochino
per colpa
del tempo o di qualche acciacchino.
Speriamo
d’andare presto in vacanza
e giorno e
notte avremo “Il cielo in una stanza”.
“ANDIAMO IN CAMPAGNA”
Io e te
siamo
soli nel traffico che c’è
anche
in mezzo a tanta gente.
Lunedì,
prenderemo
una vacanza di sei ore
all’inferno
i tuoi problemi e il mio dottore,
voleremo
con la mente.
Poi noi due
andremo
a fare delle spese
qui
vicino, a quel paese
dove
c’è tranquillità.
Stare qui
a pensare a quelli di città
domandarsi perché la vita và,
e
rispondersi che non c’importa niente.
Tu sai
che
la fontana è la nostra piscina,
che
non c’è niente dietro la collina
e
che il prato pieno di fiori,
allontana
i nostri dolori.
Noi
restiamo qui
a
vedere il sole che va’ giù,
a
capire i nostri perché
a
godere del cielo più blù.
Che piacere
trovare
un riparo un rifugio,
un
buco un pertugio,
per
scordare un poco i problemi;
i
doveri le tasse gli schemi.
Questa vita
che
ci và un po’ stretta,
questa
corsa questo andare in fretta,
questo
voler comandare sugli altri,
questo
mondo di furbi di scaltri.
Questo poi
continuare a mentire,
anche
il vero; e il futuro poi
ogni
giorno più nero.
Che piacere
dicevo,
lasciarsi andare
stringendoci
per mano
continuare
a vivere e sognare...
DIALOGO
CON BELZEBU’
18. 6. 1998
Se mi
capitasse una magica bacchetta,
certo farei
le cose che io bramo,
magari
ancor con quella formuletta,
che il
serpente disse ad Adamo,
comunque
provo, non mi costa niente,
tanto
non lo dico alla gente,
abracadabra,
direi a BELZEBU’,
perché
nella vita, ci metti sempre lo zampino tu?
Lui
mi risponde “Sai, è il mio mestiere,
che
bello tirar la gente per il sedere,
s’arrabbia
la gente, diventa un po’ strana,
ce l’ha su
con tutti, anche con la
Befana,
e giù
sproloqui, e giù madonne,
gli uomini
danno colpa alle donne,
queste di
rimando li fanno becchi,
e
così, tanti saluti e salamelecchi”
ma
io dico “Non si può cambiare?”
“Ma
fammi il piacere, io che
sto
qui a fare?
I
perbenisti, i volontari, i mafiosi,
i ciociari,
i milanesi, i siciliani,
sono tutti
nelle mie mani,
basta che
li metti gli uni contro gli altri,
e
normalmente vincono i più scaltri,
e tu lo sai
che questi qui,
sono
tutti figli di……
perciò
le madri lavorano già per me,
senza
l’I.V.A. e senza un buon caffè”.
Beh:
io saluto BELZEBU’,
“Ciao”
mi dice, “un giorno verrai anche tu!!!”.
GLI
AMANTI
Gli amanti,
s’inseguono
si
sfuggono, vogliono continuare,
gli amanti
sono favole da raccontare…
Dietro
ogni respiro
c’è
una piccola bugia,
dietro
ogni sospiro
c’è
la voglia d’andar via…
Gli amanti
sono lampade
che
accendono la vita,
gli amanti
sono quelli
che non è
mai finita;
ogni
sapore resta,
ogni
gesto è un ricordo
per
loro è sempre festa
e
sono sempre a bordo.
Gli amanti
hanno una nave
che salpa
solo per loro,
posseggono la chiave del mare
e anche del molo.
Gli amanti
hanno una musica
che arriva fino al
cielo,
e sentono gli
uccellini
che cantano sul melo.
Ti cambiano le stagioni
l’inverno è primavera,
e appena nasce il giorno
aspettano la sera.
Gli amanti se
s’incontrano,
per non darla a
vedere,
nemmeno si salutano,
ma offrono da bere…
Gli amanti appena possono,
si sfiorano le dita
e questo per alcuni,
è un fremito di vita.
Io spero che di
questi,
ce ne siano tanti
è bello essere vivi,
è
bello essere amanti…
IL POLIGLOTTA
Se mai ti ho
detto I love you
o
solo che ti amo,
perdono mon amour
je t’aime je t’aime toujours.
Se non ti ho detto cara
my
dear o ma cherie,
perdonami
stasera
facciamo
un figlio qui.
E
non pensar che io
ti
voglia raggirare,
che
solo a modo mio
così
ti voglio amare.
Comincio
con i baci
coi
kiss e coi te quiero,
finisco
con i grazie
i
thank you un giorno intero.
Mi vida, meine Liebe, my life
e
ancor di più,
che
fa quest’uomo solo
se
non esisti tu.
Ti
chiedo il corpo il body,
fammi
bollir le vene,
scusami
certi modi
ma
passiamo la notte insieme.
Infine,
concludendo
se
tu mi dai una mano,
vedrai
strada facendo
beh
sai, sono Italiano.
MA COME
FACCIO ?
M’hai
detto, con te non faccio schemi,
ti credo,
ma perché mi guardi e tremi?
M’hai fatto
prender parte al tuo dolore,
e questo è
stima e forse un po’ d’amore,
continui a
dire di no con quella bocca,
che vorrei
tanto baciare, ma non si tocca,
i tuoi
occhi, parlano per te,
non me lo
dici, ma tu hai voglia di me,
rispetto le
tue scelte, devo star calmo,
MA COME FACCIO a starti a più d’un palmo?
MA
COME FACCIO a non dirti che ti voglio,
quando
io sono il tuo mare e tu il mio scoglio?
MA
COME FACCIO a non accarezzarti,
se
dentro me, c’è tanta voglia d’amarti?
MA
COME FACCIO a non volerti bene,
che
quando sto con te, non ho più pene.
Stanotte,
la luna ci veniva a spiare,
sull’autostrada,
una pioggia torrenziale,
rinchiusi
nella macchina,
per
asciugarsi un po’,
hai preso
la mia mano,
io, non ho
detto no.
Che notte straordinaria, ho passato con te,
tutto
all’improvviso, senza un vero perché,
la
musica, l’atmosfera, la tua dolcezza,
m’ha fatto credere ancora nel domani.
M’ha fatto
pensare che il cielo è più blu,
ed ora ci
credo, perché ci sei tu,
vorrei
donarti il mondo,
anche a
pagarlo a rate,
coi mari e
le montagne,
e poi… sempre
d’estate,
vorrei
donarti il sole,
se solo
fosse mio,
ma sappi
che per te,
ci sarò
sempre io…
PRENDIMI
CON TE
Non faccio
le cose,
perché non
ci credo,
ma compro
le rose
poiché le
vedo,
non credo
nei fantasmi
e neppure
nei facili orgasmi.
In questa
vita astratta
e dietro ad
ogni muro,
c’è
un’altra vita piatta
e sempre un
punto oscuro.
Non soppeso le mie pene
e
non sono un incompreso,
non
c’è gusto non conviene
quel
che ho avuto l’ho anche reso.
Non voglio dei rattoppi
bensì arrivare primo,
come il grande Coppi,
che io da sempre stimo.
Alla mia
tristezza,
dà un po’
di colore,
nella mia
fortezza
fai nascere
un fiore:
Sai che tu
mi piaci,
fammi le
carezze,
riempimi di
baci
e non solo
le pezze.
PRENDIMI CON TE portami via,
PRENDIMI
CON TE e presto sia,
portami
in capo al mondo,
dimmelo
che è rotondo,
PRENDIMI
CON TE col mio fardello,
fammi
credere che il mondo in fondo è bello,
dammi
un’ora d’amore o di magia
fammi
credere che in me c’è fantasia.
Se apri le
persiane del mio scuro
vedrò anche
per me un po’ di futuro,
se questo
desiderio è solo un sogno
PRENDIMI
CON TE io… ne ho bisogno.
“Quello”
Se ti accorgessi
di me
vorrei
che la musica più dolce
accompagni
i tuoi sogni celesti
seguendo
la strada delle stelle,
e
cosi, poterti dare io, la buonanotte.
Se
ti accorgessi di me, sarebbe bello,
se
ti accorgessi di me diresti “ tu sei quello”,
quello
che non ti guarda negli occhi,
quello
che non parla,
quello
che ha paura se lo tocchi.
Quello
che sta nell’angolino,
forse
un po’ chiuso, forse un po’ cretino.
Comunque
sia sarebbe bello,
perché
per un momento
per
te, io sarei… quello.
Scelte
( momenti )
Vedrai, vedrai
che cambierò
si questo
farò per te, mi hai detto.
Ma vedrai
cosa? Dico io
cambiano
solo le stagioni,
il cielo il
vento o mio Dio
restano,
come le mie ragioni.
Cosa
voglio non lo so
se di
te non ho fiducia,
poesie
più non scriverò
dentro
me qualcosa brucia.
Brutto tempo c’è nel mio cuore
c’è
del fuoco c’è un vulcano... già,
c’è
casino c’è rumore
c’è
tempesta un uragano... bah.
È un po’ che non parlo d’amore
forse mi manca l’argomento, tu.
E non mi passano le ore
è un brutto momento, di più.
Vado a casa e sono solo
non mi basta la TV
ho svuotato la cantina
anche al bar non vado più.
Non frequento i posti che
ci hanno visto stare insieme,
tu sai bene il perché
eravamo due catene.
Si è spezzato qualche cosa
troppo in fretta troppo presto,
tu non sei più la mia sposa
devo convincermi del resto.
Sto passando questi giorni
aggrappato al mio lavoro,
che il passato non ritorni
preferisco stare solo.
Poi... Sarà quel che sarà
lo diceva una canzone
quel momento arriverà
mollerò... questa prigione.
UNA
SERA … PER CASO
Per caso
una sera
non so
neanche come
sulla
mia specchiera
io vedo
il tuo nome
ci
penso un momento
telefono
al volo
ti
parlo, ti sento,
ti
dico “sono solo”
mi dici ok
ci
vediamo domani
io sono
coi miei
che sono
siciliani.
Aspetto
con cura
ma
conto le ore
l’attesa
è un po’ dura
ma
vince l’amore.
Arrivi
sei bella
sei
uscita da un sogno
e come
una stella
di te ho
bisogno.
Passiamo
la sera
a
parlare di noi
di
storia vera
o
dei nostri eroi.
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