Welcome to www.NonSoloLink.com!

     Menu Principale



· Home
· Rubriche
· Il tuo Account
· La Newsletter
· Proponi un articolo
· Suggerimenti
· Lista degli utenti
· Top 10
· Info sul Sito
· Note legali




Il Bosco in poesia


     Appuntamenti
Calendario Arena di Verona 2008


     Arte&Artisti
· Artisti
· Musicisti

www.photographers.it

     L'articolo più letto
L'Articolo più letto del Giorno è:

Gioielli d’Autore

     Articoli Pubblicati
Mercoledì, 07 maggio 2008
· Free Tibet
Martedì, 06 maggio 2008
· Uncinnè
Lunedì, 05 maggio 2008
· Anche di notte… il sole
Domenica, 04 maggio 2008
· Il Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari
Sabato, 03 maggio 2008
· Triennale del legno
Venerdì, 02 maggio 2008
· Davvero “Tutta colpa di Garibaldi”?
Giovedì, 01 maggio 2008
· Cinghiale arrosto
Mercoledì, 30 aprile 2008
· in qualche parte del mondo
Martedì, 29 aprile 2008
· DARWIN DAY
Lunedì, 28 aprile 2008
· Requiem per un’adolescenza prolungata

Articoli Precedenti

Renato Hagman vive e lavora a Brescia.
Sommelier professionista, è membro dell’A.I.S. e socio fondatore dell’A.D.I.D.
Poeta da lunga data, ha pubblicato in proprio due raccolte di poesie, di cui molte sono state pubblicate su giornali e riviste. La critica l’ha definito il “barman-poeta”.
Nel 1997 ha vinto il premio di poesia “Fantasia e Armonia” al Castello Oldofredi di Iseo (Brescia) e, a seguire, molti sono stati i riconoscimenti ottenuti per alcune poesie, sia in dialetto bresciano che in italiano.



          Al Mimur

 

Nessuno mai saprà

che ho un nome nel cuore,

il mio segreto sarà

come il mio amore.

 

Di me hai già tutto

ma vuoi qualcosa in più,

senza pensare che per me ci sei solo tu;

anche tu sei solo mia ma di nascosto

senza ipocrisia, ma ognuno al proprio posto.

 

Non posso declamare al mondo

il mio amore per te,

non puoi e non vuoi

gridarlo con me.

 

Sei la mia donna, sono il tuo uomo

scritto nelle poesie,

fortuna anche a letto

altrimenti erano solo mie manie.

 

I nostri incontri sono 7-8 volte al mese,

qualche volta saltiamo anche le spese,

intendo che consumiamo pochino

per colpa del tempo o di qualche acciacchino.

 

Speriamo d’andare presto in vacanza

e giorno e notte avremo “Il cielo in una stanza”.

 


   “ANDIAMO IN CAMPAGNA”

 

Io e te

          siamo soli nel traffico che c’è

         anche in mezzo a tanta gente.

Lunedì,

         prenderemo una vacanza di sei ore

         all’inferno i tuoi problemi e il mio dottore,

         voleremo con la mente.

Poi noi due

         andremo a fare delle spese

         qui vicino, a quel paese

         dove c’è tranquillità.

Stare qui

a pensare a quelli di città

domandarsi perché la vita và,

         e rispondersi che non c’importa niente.

Tu sai

         che la fontana è la nostra piscina,

         che non c’è niente dietro la collina

         e che il prato pieno di fiori,

         allontana i nostri dolori.

 Noi restiamo qui

         a vedere il sole che va’ giù,

         a capire i nostri perché

         a godere del cielo più blù.

Che piacere

         trovare un riparo un rifugio,

         un buco un pertugio,

         per scordare un poco i problemi;

         i doveri le tasse gli schemi.

Questa vita

          che ci và un po’ stretta,

         questa corsa questo andare in fretta,

         questo voler comandare sugli altri,

         questo mondo di furbi di scaltri.

        

Questo poi continuare a mentire,

           anche il vero; e il futuro poi

           ogni giorno più nero.

 

Che piacere

         dicevo, lasciarsi andare

         stringendoci per mano

         continuare a vivere e  sognare...

DIALOGO CON BELZEBU’

18. 6. 1998

 

Se mi capitasse una magica bacchetta,

certo farei le cose che io bramo,

magari ancor con quella formuletta,

che il serpente disse ad Adamo,

comunque provo, non mi costa niente,

                   tanto non lo dico alla gente,

                   abracadabra, direi a BELZEBU’,

                   perché nella vita, ci metti sempre lo zampino tu?

                   Lui mi risponde “Sai, è il mio mestiere,

                   che bello tirar la gente per il sedere,

s’arrabbia la gente, diventa un po’ strana,

ce l’ha su con tutti, anche con la Befana,

e giù sproloqui, e giù madonne,

gli uomini danno colpa alle donne,

queste di rimando li fanno becchi,

                   e così, tanti saluti e salamelecchi”

                   ma io dico “Non si può cambiare?”

                   “Ma fammi il piacere,  io che

                   sto qui a fare?

                   I perbenisti, i volontari, i mafiosi,

i ciociari, i milanesi, i siciliani,

sono tutti nelle mie mani,

basta che li metti gli uni contro gli altri,

e normalmente vincono i più scaltri,

e tu lo sai che questi qui,

                   sono tutti figli di……

                   perciò le madri lavorano già per me,

                   senza l’I.V.A. e senza un buon caffè”.

                   Beh: io saluto BELZEBU’,

                   “Ciao” mi dice, “un giorno verrai anche tu!!!”.

 

 

GLI AMANTI 

Gli amanti, s’inseguono

si sfuggono, vogliono continuare,

gli amanti sono favole da raccontare…

                                      Dietro ogni respiro

                                      c’è una piccola bugia,

                                      dietro ogni sospiro

                                      c’è la voglia d’andar via…

Gli amanti sono lampade

che accendono la vita,

gli amanti sono quelli

che non è mai finita;

                                      ogni sapore resta,

                                      ogni gesto è un ricordo

                                      per loro è sempre festa

                                      e sono sempre a bordo.

Gli amanti hanno una nave

che salpa solo per loro,

posseggono la chiave del mare

e anche del molo.

                                      Gli amanti hanno una musica

                                      che arriva fino al cielo,

                                      e sentono gli uccellini

                                      che cantano sul melo.

Ti cambiano le stagioni

l’inverno è primavera,

e appena nasce il giorno

aspettano la sera.

                                      Gli amanti se s’incontrano,

                                      per non darla a vedere,

                                      nemmeno si salutano,

                                      ma offrono da bere…

Gli amanti appena possono,

si sfiorano le dita

e questo per alcuni,

è un fremito di vita.

                                      Io spero che di questi,

                                      ce ne siano tanti

                                      è bello essere vivi,

                                      è bello essere amanti

 

 

 

IL POLIGLOTTA

 

 

Se mai ti ho detto I love you o solo che ti amo,

perdono mon amour

je t’aime je t’aime toujours.

 

Se non ti ho detto cara my dear o ma cherie,

perdonami stasera

facciamo un figlio qui.

 

E non pensar che io

ti voglia raggirare,

che solo a modo mio

così ti voglio amare.

 

Comincio con i baci

coi kiss e coi te quiero,

finisco con i grazie

i thank you un giorno intero.

 

Mi vida, meine Liebe, my life

e ancor di più,

che fa quest’uomo solo

se non esisti tu.

 

Ti chiedo il corpo il  body,

fammi bollir le vene,

scusami certi modi

ma passiamo  la notte insieme.

 

Infine, concludendo

se tu mi dai una mano,

vedrai strada facendo

beh  sai, sono Italiano.

 

 


          

MA  COME  FACCIO ?       

 

M’hai detto, con te non faccio schemi,

ti credo, ma perché mi guardi e tremi?

M’hai fatto prender parte al tuo dolore,

e questo è stima e forse un po’ d’amore,

continui a dire di no con quella bocca,

che vorrei tanto baciare, ma non si tocca,

i tuoi occhi, parlano per te,

non me lo dici, ma tu hai voglia di me,

rispetto le tue scelte, devo star calmo,

                           

                            MA COME FACCIO a starti a più d’un palmo?

                            MA COME FACCIO a non dirti che ti voglio,

                            quando io sono il tuo mare e tu il mio scoglio?

                            MA COME FACCIO a non accarezzarti,

                            se dentro me, c’è tanta voglia d’amarti?

                            MA COME FACCIO a non volerti bene,

                            che quando sto con te, non ho più pene.

 

Stanotte, la luna ci veniva a spiare,

sull’autostrada, una pioggia torrenziale,

rinchiusi nella macchina,

per asciugarsi un po’,

hai preso la mia mano,

io, non ho detto no.

                           

                            Che notte straordinaria, ho passato con te,

                            tutto all’improvviso, senza un vero perché,

                            la musica, l’atmosfera, la tua dolcezza,

m’ha fatto credere ancora nel        domani.

 

M’ha fatto pensare che il cielo è più blu,

ed ora ci credo, perché ci sei tu,

vorrei donarti il mondo,

anche a pagarlo a rate,

coi mari e le montagne,

e poi… sempre d’estate,

vorrei donarti il sole,

se solo fosse mio,

ma sappi che per te,

ci sarò sempre io…

 

 

PRENDIMI  CON  TE   

 

 

Non faccio le cose,

perché non ci credo,

ma compro le rose

poiché le vedo,

non credo nei fantasmi

e neppure nei facili orgasmi.

In questa vita astratta

e dietro ad ogni muro,

c’è un’altra vita piatta

e sempre un punto oscuro.          

 

                                              Non soppeso le mie pene

                                               e non sono un incompreso,

                                               non c’è gusto non conviene

                                               quel che ho avuto l’ho anche reso.

Non voglio dei rattoppi

bensì arrivare primo,

come il grande Coppi,

che io da sempre stimo.

Alla mia tristezza,

dà un po’ di colore,

nella mia fortezza

fai nascere un fiore:

Sai che tu mi piaci,

fammi le carezze,

riempimi di baci

e non solo le pezze.                      

 

                                              PRENDIMI CON TE portami via,

                                               PRENDIMI CON TE e presto sia,

                                               portami in capo al mondo,

                                               dimmelo che è rotondo,

 

                                               PRENDIMI CON TE col mio fardello,

                                               fammi credere che il mondo in fondo è bello,

                                               dammi un’ora d’amore o di magia

                                               fammi credere che in me c’è fantasia.

 

Se apri le persiane del mio scuro                

vedrò anche per me un po’ di futuro,

se questo desiderio è solo un sogno

PRENDIMI CON TE io… ne ho bisogno.

                    

 

“Quello”

 

Se ti accorgessi di me vorrei che la musica più dolce

accompagni i tuoi sogni celesti

seguendo la strada delle stelle,

e cosi, poterti dare io, la buonanotte.

Se ti accorgessi di me, sarebbe bello,

se ti accorgessi di me diresti “ tu sei quello”,

quello che non ti guarda negli occhi,

quello che non parla,

quello che ha paura se lo tocchi.

Quello che sta nell’angolino,

forse un po’ chiuso, forse un po’ cretino.

Comunque sia sarebbe bello,

perché per un momento

per te, io sarei… quello.

 

 

 

Scelte ( momenti )

 

 

Vedrai, vedrai che cambierò

si questo farò per te, mi hai detto.

Ma vedrai cosa? Dico io

cambiano solo le stagioni,

il cielo il vento o mio Dio

restano, come le mie ragioni.

     Cosa voglio non lo so

     se di te non ho fiducia,

     poesie più non scriverò

     dentro me qualcosa brucia.

          Brutto tempo c’è nel mio cuore

          c’è del fuoco c’è un vulcano... già,

          c’è casino c’è rumore

          c’è tempesta un uragano... bah.

               È un po’ che non parlo d’amore

               forse mi manca l’argomento, tu.

               E non mi passano le ore

               è un brutto momento, di più.

                   Vado a casa e sono solo

                    non mi basta la TV

                    ho svuotato la cantina

                    anche al bar non vado più.

                         Non frequento i posti che

                         ci hanno visto stare insieme,

                         tu  sai bene il  perché

                         eravamo due catene.

                              Si è spezzato qualche cosa

                              troppo in fretta troppo presto,

                              tu non sei più la mia sposa

                              devo convincermi del resto.

                                 Sto passando questi giorni

                                 aggrappato al mio lavoro,

                                 che il passato non ritorni

                                 preferisco stare solo.

                                      Poi... Sarà quel che sarà

                                      lo diceva una canzone

                                      quel momento arriverà

                                      mollerò... questa prigione.

 

                                              

UNA SERA … PER CASO

 

Per caso una sera

non so neanche come

sulla mia specchiera

io vedo il tuo nome

 

        ci penso un momento

        telefono al volo

        ti parlo, ti sento,

        ti dico “sono solo”

 

mi dici ok

ci vediamo domani

io sono coi miei

che sono siciliani.

 

        Aspetto con cura

        ma conto le ore

        l’attesa è un po’ dura

        ma vince l’amore.

 

Arrivi sei bella

sei uscita da un sogno

e come una stella

di te ho bisogno.

 

        Passiamo la sera

        a parlare di noi

        di storia vera

       o dei nostri eroi.

 

 





Radio






Reg. Per. Trib. Bs del 25/10/2001 - n. 54/2001
Direttore responsabile ed editore:
Alessia Biasiolo - Via dei Sanmicheli 5 25124 - Brescia (BS)
P.IVA: 02837140983



PHP-Nuke Copyright © 2005 by Francisco Burzi. This is free software, and you may redistribute it under the GPL. PHP-Nuke comes with absolutely no warranty, for details, see the license.
Generazione pagina: 0.16 Secondi