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Un poeta: Marco Saya

Marco Saya, è nato il 3 aprile 1953 a Buenos Aires dove ha trascorso i suoi primi tre anni di vita per poi trasferirsi a Rio de Janeiro.
Dal 1963 risiede a Milano dove attualmente opera nel settore informatico.

La musica e la chitarra jazz sono parte integrante della sua vita, diventate anche una seconda professione.

Scrive testi per canzoni e per questo si è avvicinato alla poesia e alla scrittura, passioni già adolescenziali.

Ha pubblicato il primo libro di pensieri dal titolo "Bambole di Cera" con l'editore Antitesi - Laura Vichi Publisher, con il quale si è classificato secondo al concorso nazionale di poesia "La Cittadella" dedicato alla poetessa Mariabruna Toni.

Prosegue la sua attività di scrittore con la pubblicazione della seconda raccolta di poesie dal titolo "Raccontarsi" edito dall'Istituto Italiano di Cultura di Napoli diretto dal professore e poeta Roberto Pasanisi.

Pubblica un e-book dal titolo "Sassolini", presente sul sito Internet diretto dal poeta Emiliano Cribari.

Contemporaneamente esce il suo nuovo libro di poesie e brevi racconti dal titolo "Dirimpettaio" edito dalla Oceano Edizioni.

E' presente poi in diverse antologie tra cui:
"Voci" edita da ARPANet;
"Il teatro del Tempo" e "Sul Filo dell'Innocenza" edite da Akkuaria;
"E il naufragar m'è dolce in questa radio" e "Poesie del nuovo millennio" edite da Giuseppe Aletti;
"Le migliori 100 poesie del web 2000 e 2001" a cura dell'associazione Penna D'autore
Antologia poetica edita dall'Osservatorio Letterario.

Collabora poi con il mensile letterario "Il Filo" e con la pagina culturale diretta dal poeta Ermanno Eandi sul quotidiano "Tuttosport".

Infine è presente su tutti i più importanti siti di poesia dove raccoglie importanti risultati nei vari concorsi proposti.

copertina


BAMBOLE DI CERA

Bambole di cera vestite con pizzi e merletti tessono
tele per soldatini di carta.

Fragili e delicate porcellane aspettano un ricco
compratore, mercante di schiave,
ignare merci offerte al mercato delle vacche.

Bambole di cera, vestite con pizzi e merletti,
insanguinate le uniformi degli uomini di cartone.

(da: "Bambole di cera", Laura Vichi editore, Torlupara, Roma, 2001)
 


FUOCHI

Ultimi focolai di una cultura colpita a morte.
Le parole tacciono.
Nuove bombe intelligenti sulle superstiti sacche
di massificata resistenza.
La guerra dei potenti media si conclude così.
Il silenzio tratta una resa più che onorevole e si
iniziano a contare le... pause.

(da: "Bambole di cera", Laura Vichi editore, Torlupara, Roma, 2001)
 


INCONTRI

Sessualità sempre diverse, odori sempre uguali
un asciugamano condiviso.
Il tempo che scorre inesorabile in auto nella
notte alla ricerca di una casa sconosciuta...
Una farmacia aperta, un bicchiere d'acqua,
pause di silenzio. Domande non fatte...
Sentirsi ancora soli e nudi...

(da: "Bambole di cera", Laura Vichi editore, Torlupara, Roma, 2001)  


STATO D'ANIMO

Improvvisamente mi sento invecchiare...
Pensare... mi aiuta a vivere...

(da: "Bambole di cera", Laura Vichi editore, Torlupara, Roma, 2001)
 


SOGNO

Ricordi di albe sempre uguali...
Le civiltà notturne si muovono come alfieri
impazziti in metropoli angosciate...
Pedoni, brandelli di carne umana, gustoso vitto
per potenti corti.
Cavalli bianchi per principi azzurri arroccati sulle
loro Torri.
Un re ed una regina amoreggiano su un trono che
vacilla
Scacco matto...

(da: "Bambole di cera", Laura Vichi editore, Torlupara, Roma, 2001)
 


INFEDELTA'

Sesso, amore, tenerezza, sensibilità, dolci
aggressioni...
Peccato... non possiamo mai convivere assieme...

(da: "Bambole di cera", Laura Vichi editore, Torlupara, Roma, 2001)
 


Dico che nulla cambia
Sempre quel grigiore
Del pallore dei nostri
volti
Il fondotinta s'intona con
la pelle
Sino al calar della
tapparella
Allora uno specchio ci
guarda
Severo prova vergogna
per quel
Viso nascosto come il
nostro corpo.
(Dal sito di Biagio Salmeri)


***

Il cervello sgretola
pensieri
Frammenti sparpagliati
Chip Chip... uccellini
meccanici
Odo nella zucca
Visione di uno
sconosciuto
Che guarda il proprio
formaggio
Pieno di buchi.
(Dal sito di Biagio Salmeri)
 


***

Mi sorprendo talvolta a
Essere come gli altri che
talvolta detesto con tutte
le
Mie forze e forse uno
specchio
talvolta potrebbe
riflettere
Quella mia immagine
ripugnante.
(Dal sito di Biagio Salmeri)



XXV

Domani sarò come oggi
Dopodomani mi prenderà
La voglia di scherzare con
Il passato in questo gioco
Di stagioni che non mutano
Nel reclinare il capo da una parte
Guarderò il sonno che mi stringe
A sé e mi conduce nel suo tempo
Da cui imparerò a vedere la mia
Pellicola a ritroso e la forbice taglierà
Il non ricordo delle cose morte e un ago
Ricucirà l’unico fotogramma vivo
Nel prenatale limbo di un cordone
Che mi lega all’origine celata
 Dal sito www.poesiacontemporanea.it


II

Mi sovviene il ricordo del tutto
Il bisbiglio di una sua parte
L'altra ( sopita ) afferra qualche voce
Cercando di ricostruire il nesso
Combatte l'idea - Dea confusa -
Evoca il dilemma delle parti
Chi vince (Nessuno) avrà la soluzione
Chi perde riposerà nell'ignorante quiete


III


Percorsi divergenti
Vedo L'Io confuso
Ripasso il giorno dopo
        - Mi dico -
Scelgo un'altra strada
Mi oltrepasso dall'altro lato
Le solite vetrine
Per comprare la mia inutilità


IX


Quando scatta quel click
La persona che ti era più cara
Improvvisamente dilegua
Si confonde con la normalità
E svanisce nel nulla di tutte le cose
Saluti il tuo vicino di porta
E inizia un nuovo giorno...


XV


Penso sempre alla mia città
Attraversata da folli automobiline
Condotte da corpi ciechi e mutilati
Da cubetti di porfido schizzati via
Cimiteri lapidati in foreste senza alberi
Quartieri che più non respirano
Desolazione di incendi boschivi
Penso sempre alla mia città
E il degrado attanaglia lo stomaco
Prima di vomitare nuove parole

 


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