BAMBOLE DI CERA
Bambole di cera vestite con pizzi e merletti tessono
tele per soldatini di carta.
Fragili e delicate porcellane aspettano un ricco
compratore, mercante di schiave,
ignare merci offerte al mercato delle vacche.
Bambole di cera, vestite con pizzi e merletti,
insanguinate le uniformi degli uomini di cartone.
(da: "Bambole di cera", Laura Vichi editore, Torlupara, Roma, 2001)
FUOCHI
Ultimi focolai di una cultura colpita a morte.
Le parole tacciono.
Nuove bombe intelligenti sulle superstiti sacche
di massificata resistenza.
La guerra dei potenti media si conclude così.
Il silenzio tratta una resa più che onorevole e si
iniziano a contare le... pause.
(da: "Bambole di cera", Laura Vichi editore, Torlupara, Roma, 2001)
INCONTRI
Sessualità sempre diverse, odori sempre uguali
un asciugamano condiviso.
Il tempo che scorre inesorabile in auto nella
notte alla ricerca di una casa sconosciuta...
Una farmacia aperta, un bicchiere d'acqua,
pause di silenzio. Domande non fatte...
Sentirsi ancora soli e nudi...
(da: "Bambole di cera", Laura Vichi editore, Torlupara, Roma, 2001)
STATO D'ANIMO
Improvvisamente mi sento invecchiare...
Pensare... mi aiuta a vivere...
(da: "Bambole di cera", Laura Vichi editore, Torlupara, Roma, 2001)
SOGNO
Ricordi di albe sempre uguali...
Le civiltà notturne si muovono come alfieri
impazziti in metropoli angosciate...
Pedoni, brandelli di carne umana, gustoso vitto
per potenti corti.
Cavalli bianchi per principi azzurri arroccati sulle
loro Torri.
Un re ed una regina amoreggiano su un trono che
vacilla
Scacco matto...
(da: "Bambole di cera", Laura Vichi editore, Torlupara, Roma, 2001)
INFEDELTA'
Sesso, amore, tenerezza, sensibilità, dolci
aggressioni...
Peccato... non possiamo mai convivere assieme...
(da: "Bambole di cera", Laura Vichi editore, Torlupara, Roma, 2001)
Dico che nulla cambia
Sempre quel grigiore
Del pallore dei nostri
volti
Il fondotinta s'intona con
la pelle
Sino al calar della
tapparella
Allora uno specchio ci
guarda
Severo prova vergogna
per quel
Viso nascosto come il
nostro corpo.
(Dal sito di Biagio Salmeri)
***
Il cervello sgretola
pensieri
Frammenti sparpagliati
Chip Chip... uccellini
meccanici
Odo nella zucca
Visione di uno
sconosciuto
Che guarda il proprio
formaggio
Pieno di buchi.
(Dal sito di Biagio Salmeri)
***
Mi sorprendo talvolta a
Essere come gli altri che
talvolta detesto con tutte
le
Mie forze e forse uno
specchio
talvolta potrebbe
riflettere
Quella mia immagine
ripugnante.
(Dal sito di Biagio Salmeri)
XXV
Domani sarò come oggi
Dopodomani mi prenderà
La voglia di scherzare con
Il passato in questo gioco
Di stagioni che non mutano
Nel reclinare il capo da una parte
Guarderò il sonno che mi stringe
A sé e mi conduce nel suo tempo
Da cui imparerò a vedere la mia
Pellicola a ritroso e la forbice taglierà
Il non ricordo delle cose morte e un ago
Ricucirà l’unico fotogramma vivo
Nel prenatale limbo di un cordone
Che mi lega all’origine celata
Dal sito www.poesiacontemporanea.it
II
Mi sovviene il ricordo del tutto
Il bisbiglio di una sua parte
L'altra ( sopita ) afferra qualche voce
Cercando di ricostruire il nesso
Combatte l'idea - Dea confusa -
Evoca il dilemma delle parti
Chi vince (Nessuno) avrà la soluzione
Chi perde riposerà nell'ignorante quiete
III
Percorsi divergenti
Vedo L'Io confuso
Ripasso il giorno dopo
- Mi dico -
Scelgo un'altra strada
Mi oltrepasso dall'altro lato
Le solite vetrine
Per comprare la mia inutilità
IX
Quando scatta quel click
La persona che ti era più cara
Improvvisamente dilegua
Si confonde con la normalità
E svanisce nel nulla di tutte le cose
Saluti il tuo vicino di porta
E inizia un nuovo giorno...
XV
Penso sempre alla mia città
Attraversata da folli automobiline
Condotte da corpi ciechi e mutilati
Da cubetti di porfido schizzati via
Cimiteri lapidati in foreste senza alberi
Quartieri che più non respirano
Desolazione di incendi boschivi
Penso sempre alla mia città
E il degrado attanaglia lo stomaco
Prima di vomitare nuove parole
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