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 Il Tema Di Maria
I grandi non sono cattivi: hanno tanti problemi. Devono lavorare, fare la spesa, cucinare, pulire la casa, pagare i soldi, occuparsi dei bambini. Quando sono stanchi urlano e se i bambini fanno i capricci danno qualche sculaccione. Però bisogna capirli e aiutarli perché anche loro non vogliono essere cattivi.
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Pubblicato da Alessia Biasiolo Sabato, 18 settembre 2004 (421 letture)
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 | I diritti |
 "Bambini, lo sapete che esiste una carta internazionale, cioè che vale in tutto il mondo, che dice che i bambini hanno il diritto al gioco?".
Ohhhhhhh!
"E un'altra che dice che i bambini sono protetti?".
Ohhhhhhh!
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Pubblicato da Alessia Biasiolo Venerdì, 17 settembre 2004 (448 letture)
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 | La ricreazione |
 La ricreazione a scuola è uno dei momenti più belli. Si mangiano le merendine portate da casa, si gioca con i compagni, si scambiano le figurine, ci si riposa un po' prima di riprendere a insegnare alla maestra Franca.
Però, qualche volta, la ricreazione diventa un supplizio.
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Pubblicato da Alessia Biasiolo Sabato, 11 settembre 2004 (1217 letture)
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 | La filodrammatica |
 "Ragazzi, oggi facciamo lezione di recitazione".
Ohhhhhh!
"Sì, vi piace l'idea? Mi piacerebbe che voi imparaste a recitare un po' per sapere come potere sdrammatizzare la vita di tutti i giorni. Provate a pensare a qualcosa che vorreste recitare, qualcosa di vostro".
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Pubblicato da Alessia Biasiolo Venerdì, 10 settembre 2004 (479 letture)
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 | Il mio tema |
 LA COSA CHE ODIO DI PIÙ
La cosa che odio di più succede a scuola. Siccome io leggo molto bene ad alta voce, la maestra mi fa leggere i temi più significativi scritti in classe, anche quelli dei miei compagni. Non è difficile o antipatico, ma spesso devo leggere ad alta voce frasi che si dovrebbero leggere con il cuore soltanto. Quando dovevamo svolgere il tema sulla nostra famiglia, ad esempio, alcuni temi erano comuni: raccontavano da chi è composta la famiglia, dove vive eccetera; altri erano tristi. Io, leggendo quei temi, ho capito che non tutto il mondo è uguale e non solo quello lontano da noi è diverso dal nostro, ma anche quello del nostro vicino è diverso dal nostro. Io vivo in una famiglia abbastanza felice, ma mi fa male pensare che alcuni miei compagni soffrano perché non hanno avuto la mia stessa fortuna. La maestra mi ha fatto leggere apposta quei temi così diversi dal normale, perché il problema di alcuni diventasse il problema di tutti e tutti noi fossimo più attenti al nostro prossimo. Ci ha spiegato che aveva scelto la mia voce per dare voce a chi non ne aveva, perché la forza e la fortuna di uno possa diventare la forza e la fortuna di tutti.
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Pubblicato da Alessia Biasiolo Mercoledì, 08 settembre 2004 (828 letture)
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 | Temi |
 IL TEMA DI STEFANO
LA MIA FAMIGLIA
La mia famiglia non ce l'ho. Vivo con la nonna perché non ho papà e mamma: sono morti quando io ero piccolo in un incidente dove è morto anche mio fratello. Il mio fratello si chiamava Carlo e la mia mamma Gloria e il mio papà Filippo. La nonna dice sempre che sono tutti in cielo e mi guardano e io devo essere bravo perché loro mi guardano. Dice anche che non devo essere triste perché è come se loro sono con me, specie se dico le preghiere. La nonna piange qualche volta se parla di loro e io non voglio che piange e allora rido, ma sono triste perché tutti hanno una famiglia e io no e così adesso non ho più niente da scrivere.
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Pubblicato da Alessia Biasiolo Martedì, 07 settembre 2004 (477 letture)
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 | Paola |
 Se Lucia è una di noi, come noi, Paola fa di tutto per dimostrare a se stessa e agli altri, che è un essere superiore. Ogni mattina arriva a scuola in ritardo, appena quei due o tre secondi dopo il suono della campanella che le permettono di farsi notare; entra in classe con passo da indossatrice, guardandoci con aria di sufficienza, così, come se fossimo qualcosa puzzolente dal quale allontanarsi al più presto. Come se non si sentisse! Ha sempre addosso un odore ... dev'essere profumo, ma è nauseante! Una volta è stata mia vicina di banco per una settimana ed io non ne potevo più. Tant'è vero che quando la maestra disse: "Già che stai così buono vicino a Paola ti lascerò sempre accanto a lei", mi venne un attacco di mal di pancia. Mi misi d'accordo con il compagno che mi stava dietro e cominciammo a chiacchierare tutto il tempo per farci cambiare di posto: non funzionò. La maestra cambiò posto al mio complice-compagno affibbiandogli una nota e dei compiti di matematica supplementari, ma io rimasi vicino a quella smorfiosa. Sì, lo so, non sono cose che si dicono. Ma Paola é una smorfiosa. Perché non dovrei dire la verità?
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Pubblicato da Alessia Biasiolo Domenica, 05 settembre 2004 (524 letture)
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 | La tristezza cigolante |
 Lucia non era mai stata presa in giro per il fatto di essere costretta a vivere su una sedia a rotelle. Il primo giorno di scuola, ci avevano detto, genitori, maestre, direttore, che era una bambina come noi e, in fondo, il discorso ci era sembrato molto ovvio. Spesso i grandi pensano che noi bambini, perché siamo bambini, non siamo in grado di capire i fatti della vita. Non si rendono conto che sono loro, proprio loro a non capirli e a farli capire male anche a noi. Tutti avevamo capito che Lucia era come noi perché aveva la nostra età, sorrideva come noi, parlava come noi, solo non poteva muoversi. Allora la sua sedia a rotelle era le sue gambe e per noi era normale: l'unica differenza era che lei non poteva fare ginnastica con noi, ma se ne stava in un angolo della palestra. E siccome era fastidioso per lei stare lì a guardare senza fare niente, un giorno si è messa a fare ginnastica con le braccia, le spalle, la testa, così ci faceva compagnia e noi eravamo contenti.
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Pubblicato da Alessia Biasiolo Sabato, 04 settembre 2004 (449 letture)
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